Joanna Lyle, moda e sostenibilita’.

Abbiamo incontrato Joanna, anima e titolare dell’omonimo brand.

Ciao Joanna, puoi parlarci un po’ di te?

Ciao a te! Sono Joanna Lyle, inglese di nascita ma vivo e lavoro a Milano ormai da trent’anni. Visto il tempo trascorso qui, mi sento adottata da Milano, citta’ ricca di storia, eventi e, a parer mio, capitale del design .

Cosa proponi sul tuo nuovo sito?

Il mio sito vuole essere una vetrina della mia attivita’ ma nello stesso tempo rispecchiare la mia idea della moda, nata anni fa ma maturata soprattutto nell’ultimo triennio. Viviamo in un’epoca nella quale il ritmo della quotidianita’ e’ sempre più frenetico. Mangiamo di corsa nei fast-food, compriamo oggetti disparati con un semplice click e li riceviamo in tempi brevissimi. Le app del nostro smartphone ci permettono di raggiungere qualsiasi informazione in pochi secondi e anche il modo di acquistare l’abbigliamento ha subito un’accelerazione non controllata. Si comprano vestiti che costano meno di un panino e non li facciamo durare nemmeno una stagione. Un tema molto complesso ma anche un obiettivo emerso con urgenza durante la pandemia: tutti siamo stati messi di fronte alla necessità di rallentare, di fermarci e di riflettere anche per quanto riguarda la moda: davvero ci servono tutti quei capi nel nostro armadio? La risposta che diamo e che daremo fara’ la differenza anche per il futuro del pianeta. Lento e’ meglio. E’ questa, in sintesi, la filosofia dello slow fashion, una realta’ adottata come standard nel settore moda all’estero e ancora sconosciuta alla maggior parte dei consumatori in Italia.

Vuoi spiegarci cosa e’ la Slow Fashion??

La moda ethical, il cui termine e’ stato introdotto nel 2007 da  Kate Fletcher, una consulente del design sostenibile  ispirandosi all’esempio del movimento Slow Food e sui suoi punti cardine (buono, pulito, giusto),  stabilisce i principi su cui si basa questo nuovo concetto di moda. Queste sono le basi e la filosofia del movimento Slow Fashion. Movimento che rispecchia anche la creazione dei nostri prodotti.

 Quali sono i principi cardine dello slow fashion?

Principalmente sono cinque e provo a riassumerli in punti:

  • La qualita’ e’ alla base di un capo di abbigliamento sostenibile, il quale deve essere composto da filati di prima scelta, naturali, ecologici . La qualita’ aumenta il ciclo di vita di un indumento e permette di ridurre gli scarti che vanno ad aumentare a dismisura le discariche gia’ piene di indumenti dismessi.
  • La bellezza estetica dell’indumento non deve mai mancare ma anzi, deve puntare ad essere quasi eterna, con un design senza tempo, per poter permettere al cliente di riutilizzare il capo anno dopo anno.
  • La filiera trasparente è un altro fattore che in grado di trasmettere una maggiore tranquillità ai clienti al momento dell’acquisto. Quella in cui ogni passaggio, dalla materia prima al prodotto finito, sia rintracciabile, seguito ed eticamente ineccepibile. Predilige capi artigianali, prodotti localmente (e’ il caso del Made in Italy); da’ un enorme valore all’etica del lavoro e alla trasparenza che le aziende mettono in atto nei confronti dei loro lavoratori.
  • Il valore del capo d’abbigliamento sostenibile e’ sicuramente maggiore rispetto ad altri e questo comporta un aumento di prezzo per garantire un acquisto consapevole e una qualita’ elevata (un capo ben progettato e ben realizzato sopravvivra’ ad almeno cinque capi di abbigliamento economici). In sostanza maggior valore si da’ al capo, maggiore sara’ il valore dato al consumatore, che oltre all’estetica del capo in se’, premiera’ le aziende piu’ virtuose.
  • In ultimo le Pratiche virtuose: sono le azioni concrete, le abitudini del cliente, per mettere in pratica i principi dello slow fashion come, ad esempio, comprare meno e meglio, leggere bene l’etichetta, preferire i materiali naturali o riciclati, sapere come vengono impiegati gli scarti di lavorazione……

Insomma, aderire ai principi della moda etica non e’ impossibile: provaci anche tu!

Come  il tuo brand   gestisce questa parte “etica” nei prodotti che crei?

Le nostre pratiche di ideazione, produzione e consumo di moda si pongono in alternativa ai sistemi dominanti. Diciamo che siamo “no global” rispetto ai grandi marchi della fast fashion nel senso che ci riferiamo a modalita’, nel realizzare e produrre i nostri capi di moda e accessori, in modo artigianale, in piccole quantita’ spesso a richiesta, e sul territorio vicino a noi. Gli articoli presenti nella sezione Shop del mio sito denominati “sostenibili” sono invece prodotti, in maniera etica e responsabile  utilizzando i nostri avanzi di lavorazione della confezione, in collaborazione con Kapdaa, un’azienda inglese che riutilizza tessuti, carte da parati e ritagli di pelle per creare articoli regalo fatti a mano da persone inserite in un progetto etico in India, aiutando la società a muoversi verso la sostenibilita’ e promuovendo il concetto di upcycling e artigianato tradizionale. Tutti i materiali, compresa la carta, provengono da fonti etiche, a supporto delle aziende locali e familiari.

Un intento impegnativo il tuo. Non basta che disegni, ricerchi tessuti,produci e proponi i tuoi prodotti ma cerchi di dare il tuo contributo alla salvaguardia del nostro pianeta e le persone che lo popolano.

Come fai a fare tutto questo?

Naturalmente non sono sola. Innanzitutto ho Luca, il mio braccio destro, che mi aiuta a progettare e realizzare le mie idee ed i miei fantastici collaboratori che seguono i vari aspetti di ogni azienda. Amministrazione, vendita, logistica e via dicendo. Ci accomuna la stessa visione del concetto di slow fashion in senso ampio. I clienti sul sito troveranno parecchi articoli ma non in tutte le taglie pronte. Le taglie non disponibili immediatamente sono evidenziate con la scritta “su richiesta”. Lo abbiamo fatto di proposito per dare la possibilità di avere un capo nella taglia desiderata ma SOLO quando lo si vuole e siamo in grado di confezionarlo in circa due settimane. Questo ci permette anche di non avere strutture estese per il magazzinaggio. Non sembra ma avere un locale dove riporre materiale ha un costo che inevitabilmente verrebbe caricato sul prezzo oltre che sull’ambiente con il riscaldamento dello stesso. Quando ci arrivano scatole o scatoloni contenenti il materiale che ci necessita, riutilizziamo gli stessi se dobbiamo spedire la merce ai nostri clienti. Non ha senso comperare uno scatolone nuovo quando ne abbiamo uno usato in casa. Questo fa parte delle Pratiche Virtuose che ho descritto prima nei cinque punti.

Cerchiamo di fare tutti del nostro meglio. Abbiamo un solo pianeta.

Joanna, grazie,  e’ stato un piacere parlare con te.

Grazie a te e mi raccomando…… comperare meno, comperare meglio!

 

 

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